BERNARDÌ ROIG

Notae ad Paenitentiam

Chiesa di San Matteo - Piazza San Matteo 3 LUCCA

Inaugurazione: Venerdì 25 Giugno 2010 ore 19.00

26 Giugno – 12 Settembre 2010

Galleria Cardi Pietrasanta

Con il Patrocinio di Provincia di Lucca

In collaborazione con Claudio Poleschi Arte Contemporanea Lucca

 

La Galleria Cardi, in collaborazione con la Galleria Claudio Poleschi Arte Contemporanea, presenta la prima mostra personale dell'artista Bernardì Roig (Palma de Mallorca, Spagna, 1965) a Lucca.

Con il titolo Notae ad Paenitentiam in mostra sono presenti una selezione di lavori, sculture e disegni, realizzati nell'ultimo anno, con i quali l'artista spagnolo ha costruito il suo particolare universo ossessivo. Queste opere rappresentano una costante la cui base sintattica continua ad essere il tessuto riflessivo che si è andato sviluppando intorno alla cecità, all'eccesso di luce, all'impossibilità dello sguardo, al dissenso, alla credenza, alla castrazione, alla memoria, all'invisibilità ed alle sue metafore.

Questo progetto è un confronto/dialogo con l'imponente spazio della Chiesa di S. Matteo (IX sec.) e la sua memoria, come già fatto recentemente nelle sue ultime esposizioni in spazi inerenti al Sacro. In Resurrecion y Halitosis (2008), nella Cappella di Sant Nicolau a Girona, l'artista, partendo da un piccolo disegno di Mantegna, riempie lo spazio con una sola opera generando un'atmosfera di tensione e di forte carica psicologica, dominata dall'idea di Transizione. Nel suo intervento successivo nel Chiostro della Cattedrale di Burgos, con una mostra dal titolo El Paradiso (2009), Bernardì Roig tenta la costruzione metaforica di uno spazio utopico interiore, appena prima della Caduta, qui le sue abituali figure bianche sono soggette ad uno sguardo intimo senza conflitti né tensioni emozionali, perfettamente accostate alla loro verità occulta.

La parola pentimento in greco significa cambiare pensiero. Il pentimento è uno stato mentale successivo all'ammissione dell'errore commesso, in tal modo si trasforma in un'emozione che arricchisce di significati la colpa stessa. Il pentito è colui il quale si assume la colpa e desidera scontarla mediante un'azione più elevata. Ma per questa affermazione può essere valido anche il suo contrario: il pentimento può essere considerato l'apice di un'emozione prodotta dalla trasgressione, dovuta cioè al piacere di aver fatto qualcosa di proibito. Senza la proibizione e la sua conseguente trasgressione non esisterebbe nè il pentimento nè la colpa.

"Credo che l'ascetismo religioso necessiti della crudeltà corporea e della mortificazione fisica. La flagellazione espiatoria, il rimorso o la penitenza acquisiscono il loro più alto significato solo come causa dell'eccesso. Sono conseguenza della trasgressione. Solo la violazione di ciò che è proibito eleva il peccato ad una forma superiore di conoscenza. Questo è ciò che unisce il Marchese de Sade con San Juan de la Cruz. Il movimento dell'amore portato all'estremo è un movimento di morte." BR

© 2018 Claudio Poleschi Arte Contemporanea